Migliaia di manifestanti si sono radunati in piazza Tahrir al Cairo per chiedere le dimissioni del presidente egiziano Mohammed Mursi.
Le richieste giungono dopo che il primo leader post-rivoluzionario del Paese ha emesso un decreto che mette le sue decisioni al di sopra di ogni contestazione legale.
Un manifestante ha dichiarato a euronews: "Il popolo egiziano non può accettare che il presidente tenga sotto il suo controllo tre poteri: legislativo, esecutivo e giudiziario. Si merita tutto quello che sta succedendo ora".
Un altro ha affermato: "Le decisioni prese da un dittatore, anche quando Mubarak controllava il Paese, non sono arrivate a questo punto. Questa è una palese violazione del sistema giudiziario del Paese".
Sono scoppiati scontri tra manifestanti pro e contro Mursi, evidenziando le profonde divisioni che ancora esistono tra liberali e islamisti.
In diverse città sono stati attaccati gli uffici del gruppo di Morsi, i Fratelli Musulmani.
Si sono tenute anche manifestazioni pro-Mursi in tutto il Paese.
Il presidente ha detto ai sostenitori fuori dal suo palazzo al Cairo che l'Egitto è sulla strada verso "libertà e democrazia".
Il decreto di Mursi resterà in vigore fino all'elezione di un nuovo parlamento.
Afferma che nessuna autorità, compresa la magistratura, può revocare alcuna decisione presidenziale.
Garantisce inoltre una protezione speciale a un'assemblea, dominata dagli islamisti, che sta elaborando la nuova costituzione egiziana.
(euronotizie)



